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Ricorso RPD: la Retribuzione Professionale Docenti spetta anche ai precari

La RPD è una voce dello stipendio che il Ministero, per prassi, paga solo ai docenti di ruolo o con contratto annuale. Ma spetta su ogni giorno di servizio, anche per le supplenze brevi: con un solo ricorso recuperi gli arretrati.
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Ricorso a costo zero: il compenso dello Studio è a carico dell'Amministrazione, mai a carico tuo. Le sole spese di legge sono azzerabili in caso di esenzione per reddito: dettagli più sotto.

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  • Sentenze favorevoli in tutta Italia ottenute per docenti precari, da Nord a Sud
  • Anche supplenze brevi la RPD matura su ogni giorno di servizio effettivo
  • Fondato su Cassazione e diritto UE ricorso costruito sulla giurisprudenza consolidata
  • Prima valutazione gratuita ti diciamo entro 1-2 giorni lavorativi se ci sono i presupposti, senza impegno

In sintesi

La Retribuzione Professionale Docenti (RPD) è una voce dello stipendio che il Ministero, per prassi, paga solo ai docenti di ruolo o con contratto annuale. Spetta invece su ogni giorno di servizio, anche sulle supplenze brevi: con un solo ricorso si recuperano gli arretrati.

Il diritto

Cos'è la RPD e perché spetta anche ai precari

La Retribuzione Professionale Docenti è una voce fissa e continuativa dello stipendio del personale insegnante, prevista dal CCNL Scuola. Per prassi il Ministero la corrisponde ai soli docenti di ruolo o con contratto annuale (al 31 agosto o al 30 giugno), escludendo i supplenti brevi e saltuari e gli incarichi COVID.

La Corte di Cassazione (sent. n. 20015/2018) ha chiarito che la RPD è una condizione di impiego: negarla al personale a tempo determinato viola la clausola 4 dell'Accordo quadro recepito dalla direttiva 1999/70/CE. Il docente precario non può essere trattato in modo deteriore rispetto al collega di ruolo che svolge le stesse funzioni.

La voce matura su ogni giorno di servizio effettivo, a prescindere dalla durata del contratto: anche le supplenze brevi danno diritto alla quota corrispondente.

Requisiti

Chi può presentare ricorso per la RPD?

I docenti di ruolo e quelli con contratto annuale (al 31 agosto o al 30 giugno) la RPD la percepiscono già: il ricorso riguarda chi ne è stato escluso, cioè

  • Supplenti con incarichi brevi e saltuari: la voce matura su ogni giorno di servizio effettivo, ma non viene corrisposta
  • Docenti con supplenze COVID e altri incarichi a termine diversi dal contratto annuale
  • Docenti che hanno accumulato tante supplenze brevi in più scuole e ordini diversi (infanzia, primaria, secondaria), in qualsiasi parte d'Italia
  • Docenti passati di ruolo, per le supplenze brevi/saltuarie degli anni da precario non retribuite della voce RPD (prescrizione quinquennale)

Importi

Quanto si può recuperare

La RPD spetta in proporzione al servizio prestato: ogni giorno di lavoro matura una quota (1/30 dell'importo mensile). In media, un anno scolastico di supplenze produce un credito vicino ai 1.000 €; cumulando più annualità entro la prescrizione quinquennale l'importo cresce.

~ € 1.000 credito tipico per un anno scolastico di supplenze
5 annualità cumulabili in un solo ricorso, oltre interessi legali

Anche le supplenze di pochi giorni, prese singolarmente apparentemente irrilevanti, sommandosi producono un importo significativo. Più la storia di precariato è frammentata, più il cumulo cresce. Agli arretrati si aggiungono gli interessi legali dalle singole scadenze al saldo.

La prescrizione è quinquennale: i mesi più risalenti si perdono col tempo. Per questo prima si agisce, più servizio si mette al sicuro (vedi la procedura).

Costi

Quanto costa il ricorso? È davvero gratuito?

Il ricorso per la RPD è per te gratuito. Lo Studio non chiede alcun acconto e, in caso di esito favorevole, il proprio compenso è posto a carico dell'Amministrazione resistente: non grava mai su di te. L'unica spesa è il contributo unificato dovuto allo Stato per l'iscrizione della causa:

€ 21,50 per importi da recuperare fino a € 1.000,00
€ 49,00 per importi fino a € 5.200,00
€ 118,50 per importi fino a € 26.000,00

Se il reddito familiare non supera la soglia di € 40.978,92 sei esente dal versamento del contributo unificato: in questo caso il ricorso è totalmente gratuito.

La procedura

La diffida e poi il ricorso: come funziona

Non devi inviare nulla da solo: la diffida la redige e la trasmette lo Studio. La procedura si svolge in tre fasi.

Fase stragiudiziale — la diffida

Lo Studio invia al Ministero una diffida formale che richiede il pagamento della RPD arretrata e interrompe i termini di prescrizione, mettendo al sicuro i mesi di servizio più risalenti.

Fase giudiziale — il ricorso

Se l'Amministrazione non provvede, si deposita un unico ricorso davanti al Giudice del Lavoro del foro del lavoratore, citando direttamente il Ministero. Lo Studio segue l'intera causa fino alla decisione.

Fase esecutiva — l'ottemperanza

Ottenuta la sentenza, se il Ministero non esegue spontaneamente lo Studio promuove il giudizio di ottemperanza al TAR, che ordina l'esecuzione e — ove necessario — nomina un commissario ad acta: la pratica si chiude solo con l'effettivo accredito delle somme.

A te basta fornire i documenti nel primo colloquio gratuito: a tutto il resto — diffida, ricorso, udienze, ottemperanza — pensa lo Studio.

Documenti

Quali documenti servono

Per la RPD la documentazione è materiale che hai già in casa. Per una prima valutazione ti basta avere a portata di mano:

  • Contratti di supplenza degli ultimi 5 anni scolastici (anche supplenze brevi)
  • I cedolini NoiPA / buste paga relativi a quei periodi
  • Documento d'identità e codice fiscale

Non hai tutti i contratti o i cedolini? Nessun problema: si parte anche da quello che hai e completiamo noi l'elenco nel primo colloquio gratuito.

Perché lo Studio

Un avvocato, non un portale di adesioni

Il ricorso per la RPD è una causa di lavoro: va impostata, depositata e seguita da un avvocato fino alla decisione. Lo Studio Legale Iodice assiste i docenti direttamente, con sede nel Foro di Santa Maria Capua Vetere e operatività su tutti i Tribunali d'Italia, anche tramite colleghi domiciliatari di fiducia.

Ogni pratica è seguita personalmente dal professionista incaricato. Lo Studio esamina la posizione del docente, ne valuta i presupposti e, ove sussistenti, assiste l'interessato in ogni fase del giudizio, sino al recupero delle somme spettanti.

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Verifica gratis se puoi recuperare la RPD

Inviaci i tuoi dati: esaminiamo la tua posizione e ti diciamo se ci sono i presupposti per il ricorso e quanto puoi recuperare. Nessun costo per la prima valutazione.

Avv. Antonio Iodice

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Domande frequenti

FAQ — Ricorso RPD

Cos'è la Retribuzione Professionale Docenti (RPD) e perché ai precari non viene pagata?

La RPD è una voce fissa e continuativa della retribuzione del personale docente prevista dal CCNL Scuola. Per prassi il Ministero la corrisponde solo ai docenti di ruolo o con contratto annuale (al 31 agosto o al 30 giugno), escludendo gli altri precari. La Corte di Cassazione (sent. n. 20015/2018) ha chiarito che è una condizione di impiego che non può essere negata al personale a tempo determinato: escluderlo viola la clausola 4 dell'Accordo quadro recepito dalla direttiva 1999/70/CE. Il diritto esiste già: resta solo da farlo valere.

Chi può fare ricorso per la RPD?

I docenti di ruolo e quelli con contratto annuale (al 31 agosto o al 30 giugno) la RPD la percepiscono già. Il ricorso riguarda chi ne è stato escluso: i supplenti con incarichi brevi e saltuari e con supplenze COVID, ai quali la voce non è stata corrisposta pur maturando su ogni giorno di servizio. Vale per ogni ordine e grado di scuola e in qualsiasi parte d'Italia. Può recuperare gli arretrati anche chi nel frattempo è passato di ruolo, per le supplenze brevi/saltuarie degli anni da precario, entro la prescrizione quinquennale.

Le supplenze brevi danno diritto alla RPD?

Sì. La RPD spetta in proporzione al servizio effettivamente prestato: ogni giorno di lavoro matura una quota (1/30 dell'importo mensile), indipendentemente dalla durata del contratto. Anche una supplenza di pochi giorni produce un credito che, sommato a tutte le altre chiamate, può arrivare vicino a 1.000 € per ogni anno scolastico.

Devo fare un ricorso per ogni scuola in cui ho lavorato?

No. Anche se hai lavorato in dieci o venti istituti, il ricorso è uno solo: il datore di lavoro è sempre il Ministero dell'Istruzione e del Merito, che ha la legittimazione passiva. Le singole scuole non sono parte del processo. Si deposita un unico ricorso davanti al Tribunale del lavoro del foro del lavoratore.

Quanto si può recuperare con il ricorso RPD?

Dipende dai giorni di servizio non retribuiti della voce RPD. In media un anno scolastico di supplenze produce un credito vicino ai 1.000 €; cumulando più annualità entro la prescrizione quinquennale l'importo cresce, oltre agli interessi legali dalle scadenze al saldo.

Quanto costa il ricorso per la RPD?

Il ricorso per la RPD è per te gratuito. Lo Studio non chiede alcun acconto e, in caso di esito favorevole, il proprio compenso è posto a carico dell'Amministrazione resistente. L'unica spesa è il contributo unificato dovuto allo Stato:

  • € 21,50 per importi fino a € 1.000,00;
  • € 49,00 per importi fino a € 5.200,00;
  • € 118,50 per importi fino a € 26.000,00.

Se il reddito familiare non supera € 40.978,92 sei esente dal contributo unificato e il ricorso è totalmente gratuito.

Posso fare il ricorso RPD se insegno in un'altra regione?

Sì. Il diritto alla RPD vale in tutta Italia e la causa si incardina davanti al Tribunale del tuo foro di lavoro, vicino a casa. Lo Studio segue la pratica per via telematica e tramite colleghi domiciliatari di fiducia: a te basta inviare i documenti via e-mail o WhatsApp e i colloqui possono svolgersi in videocollegamento.

Altre domande? Consulta tutte le domande frequenti sui ricorsi scuola.

Hai un altro ricorso scolastico in mente (Carta del Docente, ferie non godute, anno 2012/2013)? Vai alla pagina Ricorsi Scuola. Hai già una sentenza che il Ministero non esegue? Vai alla pagina sull'ottemperanza.