Due anni di servizio da precaria, una voce retributiva sistematicamente negata, oltre 2.000 euro recuperati. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha accolto il ricorso di una docente assistita dallo Studio per la RPD non corrisposta.
In sintesi
La somma cresce con le ore e con gli anni: la RPD è una componente fissa e continuativa che il Ministero deve a tutti i docenti, di ruolo e precari (art. 7 CCNL Scuola 2001; Cass. n. 20015/2018; clausola 4 dir. 1999/70/CE).
Più annualità in un solo ricorso significano un solo procedimento e un recupero unico. È il modo più efficiente per far valere un diritto che, lasciato lì, si prescrive un anno alla volta.
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Domande frequenti
Quanto può valere la RPD arretrata per una docente precaria?
La somma cresce con le ore e con gli anni di servizio. Cumulando più annualità di supplenza in un unico ricorso si arriva facilmente a un credito a quattro cifre, oltre interessi.
Conviene aspettare di accumulare più anni prima di fare ricorso?
No. Inserire più annualità in un solo ricorso significa un unico procedimento e un recupero unico: è il modo più efficiente. Ma attendere è rischioso, perché il diritto si prescrive un anno alla volta.
Su quale base la RPD spetta anche ai precari?
La RPD è una componente fissa e continuativa che il Ministero deve a tutti i docenti, di ruolo e precari, in forza dell'art. 7 CCNL Scuola 2001, della Cass. n. 20015/2018 e della clausola 4 della dir. 1999/70/CE.
Posso far valere più anni scolastici in un'unica causa?
Sì. Più annualità confluiscono in un solo procedimento, con un recupero cumulativo. È così che una voce negata anno dopo anno diventa un credito a quattro cifre.
Documento allegato
Estratto sentenza
È disponibile in formato PDF l'estratto della sentenza. I dati identificativi delle parti sono stati oscurati a tutela della riservatezza.
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