Quando il Ministero non riesce a contestare il diritto, prova con la prescrizione. Anche stavolta non ha funzionato: il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha respinto l'eccezione e accolto il ricorso di una docente precaria assistita dallo Studio.

Esito Ricorso accolto Eccezione di prescrizione respinta
Recuperato € 624,88 RPD arretrata, oltre interessi

In sintesi

La RPD spetta a tutti i docenti, anche precari con supplenze brevi, per il principio di non discriminazione (art. 7 CCNL Scuola 2001; Cass. n. 20015/2018; clausola 4 dir. 1999/70/CE). L'eccezione di prescrizione, gestita correttamente con gli atti interruttivi, è stata superata.

La lezione operativa è sempre la stessa: il diritto c'è, ma va azionato per tempo e nel modo giusto. Curare gli atti interruttivi significa non lasciare al Ministero la sua unica via d'uscita.

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Domande frequenti

Quando il Ministero non riesce a contestare il diritto, cosa oppone?

Prova con la prescrizione. È un'eccezione che, curata per tempo con gli atti interruttivi, viene respinta: il ricorso è accolto e il Ministero condannato.

Perché la prescrizione è stata respinta in questo caso?

Perché l'eccezione è stata gestita correttamente con gli atti interruttivi. Curare per tempo gli atti interruttivi significa togliere al Ministero la sua unica via d'uscita.

Su quale base la RPD spetta ai precari con supplenze brevi?

Per il principio di non discriminazione: la RPD spetta a tutti i docenti, anche precari con supplenze brevi (art. 7 CCNL Scuola 2001; Cass. n. 20015/2018; clausola 4 dir. 1999/70/CE).

Qual è la lezione operativa per chi vuole recuperare la RPD?

Il diritto c'è, ma va azionato per tempo e nel modo giusto. Gli atti interruttivi vanno curati per non lasciare spazio all'eccezione di prescrizione.

Documento allegato

Estratto sentenza

È disponibile in formato PDF l'estratto della sentenza. I dati identificativi delle parti sono stati oscurati a tutela della riservatezza.

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