In sintesi

Anche se il cliente è stato negligente, la banca risponde del furto del Bancomat quando non ha predisposto sistemi capaci di bloccare automaticamente i prelievi anomali. Il Giudice di Pace di Santa Maria Capua Vetere, su causa patrocinata dallo Studio, ha condannato la banca a rimborsare il 90% della somma sottratta, oltre interessi e spese, per l'assenza di adeguati sistemi antifrode.

La condotta negligente del cliente non esime la banca da responsabilità quando l'istituto non abbia predisposto adeguati sistemi per bloccare automaticamente prelievi di contante "anomali".

Si tratta della sentenza emessa dal Giudice di Pace di Santa Maria Capua Vetere all'esito del giudizio promosso dall'attore, rappresentato e difeso dallo Studio Legale Iodice. La Banca è stata condannata a versare all'attore, nella misura del 90%, la somma che gli era stata sottratta in seguito al furto della tessera Bancomat, oltre agli interessi legali dalla domanda al saldo ed al pagamento delle spese di lite.

Nel caso di specie la Banca non aveva accolto la richiesta di rimborso poiché i prelievi contestati — ben 15 effettuati in appena 18 minuti — risultavano disposti a fronte del corretto inserimento del codice PIN, da ciò desumendo che il codice stesso fosse conservato unitamente alla carta di pagamento.

Avverso la decisione della Banca di non procedere al rimborso, l'attore aveva anche proposto ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario, il quale si era pronunciato in rigetto ravvisando una "colpa grave" in relazione agli obblighi di conservazione e sicurezza della carta bancomat.

Il Giudice di Pace ha invece riconosciuto la responsabilità prevalente della banca per la mancanza di sistemi di sicurezza antifrode capaci di rilevare e bloccare automaticamente operazioni con caratteristiche di anomalia (frequenza ravvicinata, importi e localizzazioni inconsuete).

Domande frequenti

La banca risponde del furto del Bancomat anche se il cliente è stato negligente?

Sì. La negligenza del cliente non esime la banca dalla responsabilità quando questa non abbia predisposto sistemi per bloccare automaticamente i prelievi anomali.

Cosa si intende per prelievo «anomalo»?

Operazioni con caratteristiche fuori dall'ordinario per frequenza ravvicinata, importi e localizzazioni inconsuete, come una serie di prelievi in pochi minuti.

Il corretto inserimento del PIN esclude la responsabilità della banca?

No. L'uso del PIN non basta a scaricare tutto sul cliente: va riconosciuta la responsabilità prevalente della banca quando mancano sistemi antifrode capaci di rilevare e bloccare le operazioni anomale.

L'Arbitro Bancario Finanziario decide come il giudice ordinario?

Non sempre. L'ABF tende a valorizzare gli obblighi di custodia della carta a carico del cliente; il giudice ordinario può invece attribuire la responsabilità prevalente alla banca per l'assenza di sistemi antifrode.

Cosa si può ottenere?

Il rimborso della somma sottratta, oltre interessi legali e spese di lite; la misura dipende dal grado di responsabilità attribuito alla banca. La prima valutazione dello Studio è gratuita.

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