In sintesi
Il reddito da locazione di un immobile in comunione legale tra coniugi non può essere tassato per intero in capo a uno solo: va imputato in proporzione alla quota, di norma per metà a ciascuno. Lo ha affermato la Corte di Cassazione (ordinanza del 13 gennaio 2016), su ricorso patrocinato dallo Studio, applicando l'art. 4, comma 1, lett. a, del T.U.I.R.
All'esito del ricorso per Cassazione promosso dalla ricorrente, rappresentata e difesa dallo Studio Legale Iodice, la Suprema Corte ha rinviato alla Commissione Tributaria competente affinché applichi l'art. 4, comma 1, lett. a, del T.U.I.R.
Nel caso di specie la ricorrente aveva impugnato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate con il quale le veniva imputata una tassazione per l'intero, anziché per il 50%, con riguardo all'IRPEF derivante da locazione di immobile diverso da abitazione facente parte di comunione legale, in quanto appartenente anche al coniuge.
La Sesta sezione civile Tributaria della Corte di Cassazione, con ordinanza del 13 gennaio 2016, ha accolto le ragioni della ricorrente, rinviando alla Commissione Tributaria competente in diversa composizione affinché applichi correttamente la disciplina del Testo Unico delle imposte sui redditi.
Il principio affermato è chiaro: il reddito derivante dalla locazione di un immobile in comunione legale tra i coniugi non può essere interamente imputato a uno solo di essi, ma deve essere ripartito in proporzione alla quota di proprietà — ossia, di norma, per la metà a ciascun coniuge.
Domande frequenti
A chi va imputato il reddito da locazione di un immobile in comunione legale?
Va imputato in proporzione alla quota di proprietà, di norma per la metà a ciascun coniuge, e non interamente a uno solo, come stabilito dalla Corte di Cassazione.
Su quale norma si fonda questa ripartizione?
Sull'art. 4, comma 1, lett. a, del T.U.I.R. (Testo Unico delle imposte sui redditi), che disciplina l'imputazione dei redditi dei beni in comunione legale.
Cosa succede se l'Agenzia delle Entrate tassa il reddito per intero a un solo coniuge?
L'accertamento è contestabile: si può impugnare per ottenere la corretta ripartizione al 50%; il giudice, anche in sede di legittimità, può rinviare al giudice tributario perché applichi correttamente il TUIR.
Vale per qualsiasi immobile in comunione?
Il principio riguarda i redditi degli immobili che fanno parte della comunione legale tra coniugi; la ripartizione segue la contitolarità del bene. Ogni posizione va verificata sul caso concreto.
Il principio riguarda solo i redditi da locazione?
La pronuncia riguarda i redditi degli immobili in comunione legale, e l'art. 4, comma 1, lettera a, del T.U.I.R. disciplina in generale l'imputazione dei redditi dei beni in comunione. Ogni posizione va comunque verificata sul caso concreto.