La Carta del Docente da € 500 all'anno spetta anche ai docenti precari, non solo a quelli di ruolo. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo ha confermato riconoscendo tre annualità a una docente assistita dallo Studio.
In sintesi
Escludere i precari dal beneficio è una discriminazione vietata dal diritto dell'Unione (clausola 4 dell'Accordo quadro, dir. 1999/70/CE), come hanno chiarito la Corte di Giustizia UE e la Cassazione n. 29961/2023. Il principio vale per le supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche e — dopo la sentenza CGUE C-268/24 del 3 luglio 2025 — si estende anche alle supplenze brevi, salvo ragioni oggettive che il Ministero deve provare.
Risultato concreto: la Carta riconosciuta per tre anni scolastici, € 500 ciascuno, oltre interessi legali. Attenzione però alla prescrizione quinquennale dell'azione di adempimento: più si aspetta, più annualità si perdono. Conviene muoversi presto.
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Domande frequenti
Il diritto alla Carta riguarda solo le supplenze annuali?
No. Vale per le supplenze annuali e fino al termine delle attività didattiche e, dopo la sentenza CGUE C-268/24 del 3 luglio 2025, si estende anche alle supplenze brevi, salvo ragioni oggettive che il Ministero deve provare.
Perché è importante non rimandare il ricorso?
Per la prescrizione quinquennale dell'azione di adempimento: più si aspetta, più annualità si perdono.
Il diritto dei precari alla Carta del Docente è riconosciuto anche dal diritto europeo?
Sì. Si fonda sulla clausola 4 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, come chiarito dalla Corte di Giustizia UE e recepito dalla Cassazione n. 29961/2023.
Documento allegato
Estratto sentenza
È disponibile in formato PDF l'estratto della sentenza. I dati identificativi delle parti sono stati oscurati a tutela della riservatezza.
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