La Carta del Docente spetta anche agli insegnanti di religione cattolica con contratto a termine. Lo ha riconosciuto il Tribunale di Monza, condannando il Ministero ad accreditare due annualità a una docente assistita dallo Studio.
In sintesi
Anche di fronte all'Avvocatura dello Stato, la disparità non regge: escludere i docenti a termine dalla Carta contrasta con la clausola 4 dell'Accordo quadro (dir. 1999/70/CE) e va disapplicata (CGUE C-450/2021; Cass. n. 29961/2023).
Il beneficio è stato riconosciuto in forma specifica, con accredito sulla Carta elettronica: soldi spendibili in formazione, libri, hardware e software, esattamente come per i colleghi di ruolo.
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Domande frequenti
Cos'è la Carta del Docente e a cosa serve?
È un beneficio economico da spendere in formazione, libri, hardware e software. Serve all'aggiornamento professionale dell'insegnante e viene erogata con accredito diretto sulla Carta elettronica, allo stesso modo per chi è di ruolo e per chi insegna con contratto a termine.
Anche l'insegnante di religione con contratto a termine ha diritto alla Carta del Docente?
Sì. Escludere i docenti a termine dal beneficio contrasta con la clausola 4 dell'Accordo quadro (direttiva 1999/70/CE) e va disapplicato, come confermato da CGUE C-450/2021 e Cass. n. 29961/2023.
In che forma è stato riconosciuto il beneficio?
In forma specifica, cioè con l'accredito delle somme sulla Carta elettronica, e non come mera somma di denaro. Le risorse restano vincolate alle spese ammesse (formazione, libri, hardware e software).
Il fatto che a resistere sia l'Avvocatura dello Stato cambia qualcosa?
No. Anche quando in giudizio resiste l'Avvocatura dello Stato, la disparità di trattamento non regge: la normativa che escludeva i docenti a termine dal beneficio va comunque disapplicata.
Documento allegato
Estratto sentenza
È disponibile in formato PDF l'estratto della sentenza. I dati identificativi delle parti sono stati oscurati a tutela della riservatezza.
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